Latte italiano, un piano del ministero per valorizzarlo

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Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali intende affrontare la fase post quote latte in sinergia con le associazioni, le imprese e la grande distribuzione, mettendo in campo diversi strumenti, a partire dal logo unico per il latte italiano e il fondo per la qualità del latte, previsto nella recente legge di stabilità con una dotazione di 108 milioni di euro.

latte

Obiettivo: affrontare la nuova stagione che si è aperta per il comparto lattiero-caseario partendo da una migliore strategia di posizionamento e di rafforzamento della tipicità italiana, nonché dell'esperienza e del valore del latte fresco nostrano, dei formaggi dop, della tracciabilità e della qualità dei nostri prodotti. Perseguendo questa strada - sottolinea il Ministero in una sua nota – sarà possibile tutelare il reddito degli allevatori e promuovere al meglio il latte italiano.

Il Piano in sintesi

Per affrontare la fine del regime delle quote latte (31 marzo scorso), il Ministero ha dunque messo a punto una serie di azioni che ritiene strategiche per il comparto. Il Piano straordinario poggia su due pilastri fondamentali: dare una risposta immediata agli oltre 35mila allevatori italiani nei mesi a ridosso della

cessazione del regime e provvedere a un urgente riordino delle relazioni commerciali nella filiera. Vediamo in sintesi i principali interventi programmati.

Fondo latte di qualità

Con la legge di stabilità 2015 è stato istituito un fondo latte di qualità per gli investimenti nel settore lattiero-caseario, attraverso il sostegno alla produzione, con una dotazione finanziaria di 108 milioni di euro nel triennio 2015-2017. Obiettivi: incremento della longevità; miglioramento degli aspetti relativi al benessere animale; studio della resistenza genetica alle malattie; rafforzamento della sicurezza alimentare; riduzione dei trattamenti antibiotici. Agli allevamenti e alle imprese che aderiscono al piano verrà concesso un contributo per gli investimenti secondo le regole del “de minimis”, quindi fino ad un massimo di 15 mila euro per le aziende agricole e fino ad un massimo di 200 mila euro per le aziende che, oltre alla produzione primaria, operano anche nella trasformazione e commercializzazione. I contributi sono destinati a coprire le garanzie concesse da Ismea e/o parte della quota interessi per prestiti finalizzati al miglioramento della qualità del latte. Il mix tra le due componenti (garanzia o abbattimento interessi) è lasciato alla scelta di ciascun beneficiario.

Logo 100% latte italiano

Il nuovo logo "Latte 100% italiano" è un marchio chiaro e omogeneo per indicare la zona di mungitura del latte fresco con un'informazione semplice e ben identificabile da parte del consumatore. Sarà utilizzabile anche per il prodotto Uht italiano. Il simbolo è promosso dal Ministero delle Politiche agricole, che lo ha inserito tra le azioni strategiche per accompagnare il settore dopo la fine del regime delle quote latte. Si tratta di un logo che sarà privato e facoltativo, ma che ha già trovato il favore delle aziende lattiere e dei

rappresentanti della grande distribuzione organizzata e che si troverà sul mercato a breve.

Intervento sui rapporti di filiera e interprofessione

Il Governo è al lavoro per introdurre un meccanismo di interprofessione in cui siano chiaramente regolati gli ambiti di intervento e le modalità di partecipazione e funzionamento. La mancanza dell'interprofessione,

infatti, rappresenta uno dei punti più deboli del sistema lattiero italiano. In Spagna e Francia, invece, esistono già modelli simili che consentono un intervento più strutturato sulla filiera, anche in merito alla formazione del prezzo. Per questo si sta lavorando sul riordino delle relazioni commerciali nel settore del latte, attraverso l'adeguamento della normativa interna a quella europea in materia di organizzazioni interprofessionali, rafforzando anche le ipotesi di estensione erga omnes delle regole.

Contrasto alle pratiche di mercato sleali in collaborazione con l’Antitrust

Per il rafforzamento dell'equilibrio nelle relazioni contrattuali, si prevede un intervento attraverso norme più stringenti per l'attuazione dell'obbligo della forma scritta, con la previsione espressa di una durata minima di un anno e la previsione di un monitoraggio dei costi di produzione. Il Ministero, infatti, provvederà a un monitoraggio periodico sull'andamento dei costi medi di produzione, dei prezzi dei prodotti pagati ai produttori agricoli e dei prezzi dei prodotti praticati al consumatore. Laddove si riscontrassero delle pratiche sleali verranno attivate le dovute segnalazioni all'Autorità garante per il mercato e la concorrenza. Il Ministero rafforzerà quindi l'applicazione dell'articolo 62 legge 27/2012 che prevede l'obbligo di pagamento a 30 giorni dei prodotti agroalimentari deperibili, in modo da poter tutelare gli allevatori, anello debole della filiera.

Latte nelle scuole

Per invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo nel nostro Paese, il Governo sta studiando una campagna di comunicazione istituzionale sul latte fresco e far crescere la conoscenza delle qualità nutrizionali del prodotto. Allo stesso tempo, il Ministero ha previsto di avviare nel 2016 il progetto "Latte nelle scuole", che coinvolgerà oltre 1 milione di ragazzi.

Sostegno all'export e tutela dalla contraffazione dei grandi formaggi Dop

Il 50% del latte italiano si trasforma in grandi formaggi Dop. Questi prodotti saranno centrali, nel Piano di internazionalizzazione del made in Italy che il ministero dello Sviluppo economico e il ministero delle Politiche agricole stanno portando avanti per la prima volta insieme. L'obiettivo è la promozione dell'origine e la riconoscibilità dei formaggi di qualità italiani, così come è prevista una forte azione di contrasto alla contraffazione anche a livello internazionale. In Europa, l'Italia ha saputo attuare meglio di altri Paesi la protezione "ex officio" che consente di proteggere i prodotti a denominazione e indicazione.quote

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