Riforma Agea: il Veneto non ci sta

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Su proposta del presidente Gentiloni, in qualità di ministro delle Politiche agricole, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo un decreto che introduce norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti Agea e il sistema degli Organismi pagatori riconosciuti. Il decreto prevede la riorganizzazione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura e mira ad assicurare in modo più netto la separazione tra le funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore attribuite ad Agea. 

agricoltori trattore

Confagricoltura Veneto, tramite il suo Presidente Lodovico Giustiniani, esprime la propria contrarietà alla riforma schierandosi con il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia secondo il quale la riforma di Agea rappresenta “un grave atto di insensibilità istituzionale e di lesione dell’autonomia regionale, a discapito degli agricoltori e dei contribuenti”.

Il governo, ormai arrivato al capolinea, ha approvato infatti a tempo scaduto il provvedimento che non ha avuto l’intesa favorevole della Conferenza delle regioni e né ha superato tutti i passaggi dell’iter parlamentare.

Il decreto di riordino delle funzioni di Agea accentra nell’organismo nazionale i ruoli di coordinamento, pagamento e controllo, nonché di gestione informatica delle procedure di erogazione dei fondi europei e di pagamento agli agricoltori. La riforma rende obbligatoria l’omologazione informatica tra sistema informativo statale e sistemi informativi regionali, obbligando di fatto tutte le regioni, e i relativi organismi pagatori, a uniformità di procedure e di organizzazioni. Inoltre accentra in Agea anche le funzioni di controllo (prima svolte da Agencontrol) facendo coincidere in un unico ente due attività, erogazione e controllo.

Da parte nostra, attendiamo fiduciosi il pronunciamento dei giudici della Consulta sulla legge delega che abbiamo impugnato già nel 2016 e siamo pronti a intraprendere ogni via legale per far decadere il decreto attuativo. Anzi, invito sin d’ora il nuovo Parlamento ad intervenire per correggere una norma che lede l’autonomia delle Regioni e il principio di efficienza dell’amministrazione”, ha dichiarato Zaia.

Per il Veneto la decisione di accentrare la gestione dei procedimenti amministrativi relativi all’agricoltura e all’acquacoltura nel sistema Agea, imponendo alle Regioni di adeguare il loro sistema informativo a quello nazionale, rappresenta un dispendioso passo indietro, se non addirittura un danno evidente. Perché il Veneto dovrebbe farsi carico, in nome di una imprecisata uniformità nazionale, di una spesa consistente per abbandonare il proprio sistema informativo agricolo, che si è rivelato funzionale ed efficiente, e adottare quello di Agea, che tutti definiscono lento e farraginoso, poco efficiente e poco trasparente? Tutto ciò lede non solo l’autonomia regionale, ma anche il principio dell’efficienza dell’amministrazione e dell’economicità nella gestione del denaro pubblico”.

Il riordino di una istituzione così importante per il settore agricolo, che gestisce erogazione e rendicontazione di tutti i fondi comunitari dedicati al settore primario merita certamente migliore attenzione, e non certo di essere approvato con un colpo di mano a legislatura ormai finita, da un governo in carica solo per l’ordinaria amministrazione.

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