La cimice asiatica devasta frutta e ortaggi

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Sta facendo gravi danni anche nel territorio berico e veronese la cimice asiatica, comparsa l’estate scorsa nelle campagne venete, che si sta moltiplicando in maniera esponenziale e quest’anno sta attaccando tutti i frutteti, compiendo veri e propri disastri. Dal Basso all’Alto Vicentino, passando per il territorio di Bassano del Grappa, la Halyomorpha halys, questo il nome scientifico dell’insetto arrivato dall’Asia, sta devastando pesche, pere, mele e ortaggi, con perdite mediamente del 50% del raccolto, che in certi casi toccano però punte molto più alte.

 

cimice light

La cimice, arrivata dall’estremo oriente, sta devastando le pesche e le pere anche nella zona di Villafranca e gli ortaggi nel territorio di Zevio, con perdite fino al 50% del raccolto. Per ora non ci sono notizie di attacchi sulle mele, ma la raccolta deve ancora iniziare ed è presto per vedere eventuali danni.

“Gli insetti dalla primavera si sono riprodotti in modo incredibile e ora si vedono a occhio nudo su tutte le piante – dice Andrea Foroni, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto -. In questo momento stanno attaccando soprattutto le pesche, succhiando il tessuto dei frutti in formazione che causa un effetto sughero con deformazione e marcescenza. Le pesche colpite sono immangiabili e invendibili. Inoltre stanno comparendo le prime punture sulla scorza dei kiwi, soprattutto la tipologia gialla, con caduta anche dei frutti. Si salva solo chi ha installato le reti chiuse anti insetti”.

Andrea Cavazza, vicepresidente e vitivinicoltore di Confagricoltura Vicenza, conferma che le cimici hanno iniziato a propagarsi anche nei vigneti: “Mi hanno chiamato alcuni viticoltori informandomi che nella zona di Brendola hanno trovato le cimici su alcuni grappoli d’uva. Per ora, comunque, il fenomeno è molto limitato, però vedremo nelle prossime settimane, con il caldo torrido, se le cimici andranno all’attacco, soprattutto sulle uve precoci come il Pinot grigio e il Chardonnay. Speriamo che non facciano danni, perché la vendemmia si prospetta molto buona nonostante la siccità: grazie all’irrigazione mirata contiamo di portare a casa un buon prodotto, soprattutto con i vini rossi”.

La cimice asiatica è arrivata negli Stati Uniti nel 2010, causando danni alle produzioni agricole per 37 milioni di dollari. In Italia è giunta successivamente, seguendo le vie commerciali, intrufolandosi in scatoloni, cassette e bancali. Nel 2016 la cimice asiatica, che si riproduce quattro volte tanto quella nostrana, ha procurato un danno stimato dal 20 al 40 per cento della produzione al comparto delle pere emiliano. La Halys non ha antagonisti naturali: sverna nelle case e negli anfratti riparati, quindi da marzo a fine estate continua a fare uova e si riproduce in maniera massiccia. Una cimice può fare fino a 200 uova e si sposta velocemente, in sciame, percorrendo anche cinque chilometri al giorno.

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